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giovedì 26 maggio 2022

SORELLE FOX

LA VERA STORIA DELLE SORELLE FOX


Le sorelle Fox. Da sinistra a destra: Margaret, Kate e Leah


INDICE DEL POST

  Nascita dello Spiritismo

Il Medium Daniel Dunglas Home

La Medium Florence Cook

Seduta Spiritica di Arthur Ford

Mani di cera di Franek Kluski

 Helene Smith e la scrittura automatica

La Medium Leonora Piper

La Medium Eusapia Palladino

La Medium Gladys Osborne Leonard


 

NASCITA DELLO SPIRITISMO

 

Il villino di Hydesville a New York, casa delle sorelle Foxm dove nacque lo Spiritismo.

Lo Spiritismo moderno, cioè la convinzione che i vivi possano comunicare con i defunti, nacque ufficialmente il 31 marzo 1848, in un villino di Hydesville, nello stato di New York.

Anche se da sempre, gli uomini hanno cercato di mettersi in contatto con gli spiriti, il primo dialogo diretto della storia contemporanea con i defunti, ebbe luogo quella notte là, un venerdi, in quella casa dove vivevano John e Margaret Fox con le due figlie più piccole, Margaret e Kate, che avevano rispettivamente quindici ed undici anni.

I Fox erano andati ad abitare in quel villino, che già aveva la fama di essere infestato dai fantasmi, nel dicembre del 1847 e tre mesi dopo, incominciarono a sentire strani rumori notturni che spaventarono a tal punto le ragazze da indurle a chiedere ai genitori di poter dormire nella stanza con loro.

L'appellativo usato dalle sorelle Fox per rivolgersi allo spirito con cui dicevano di comunicare. "Mr. Splitfoot". I colpi battuti dallo spirito nella villetta di Hydesville, diedero inizio al movimento moderno dello "Spiritismo". Kate, qui sopra in foto, ripudiò in seguito lo spiritismo, mentre Leah, in alto, rimase più a lungo famosa come medium.

Nella notte del 31 marzo, Kate si decise finalmente a rispondere a quei colpi spettrali, facendo schioccare le dita nel buio e chiamando lo spirito: "Mister Splitfoot, fa come me" e battè le mani più volte.


Il ritmo del suo battito venne riprodotto immediatamente e la sorella Margaret, che era lì con lei e la madre, ordinò: "No, fa solo quello che faccio io, conta uno, due, tre, quattro", battendo quattro volte le mani e fermandosi.

Si sentirono quattro colpi di risposta e la signora Fox chiese allora all'entità di battere un colpo per ogni anno di età di ciascuno dei suoi figli ed all'istante fu data l'età di ogni figlio, con una pausa tra uno e l'altro da poterli identificare fino al settimo, poi ci fu un silenzio prolungato e poi tre colpi più forti, che corrispondevano all'età del figlio più piccolo che era morto all'età di tre anni.

Allora la signora Fox chiese ancora: "E' un essere umano che risponde correttamente alle mie domande?", ma non ci fu risposta ed allora aggiunse: "E' uno spirito? Se è così batta due colpi" e subito si sentirono due colpi forti.

Le comunicazioni successive portarono all'identificazione dell'ospite invisibile: lo spirito di un venditore ambulante di nome Charles B. Rosma, che era stato ucciso nel passato in quella casa, tanto che cinquant'anni dopo fu disseppellito dai ricercatori lo scheletro di un uomo.

La storia di queste conversazioni d'oltretomba si diffuse rapidamente e le sorelle Fox divennero ben presto famose che nel novembre del 1849, diedero una pubblica dimostrazione dei loro strani talenti a Rochester.

L'estate successiva, il Tribune di New York, pubblicò un articolo sulle loro sedute che ebbero luogo all'Hotel Barnum ed il direttore del giornale, Horace Greeley, giunse perfino ad ospitare le ragazze in casa sua per poter osservare meglio le loro prodezze.
 

Il direttore del Tribune di New York, Horace Greeley, ospitò le sorelle Fox in casa sua per assistere personalmente alle sedute spiritiche.

Lo spiritismo esplose dall'oggi al domani in un vero movimento che annovera tra le sue fila praticanti e seguaci con un codice di comportamento per le sedute.

Centinaia di sedicenti medium iniziarono a dimostrare i loro presunti poteri a New York ed a Philadelphia ne spuntò un numero così elevato che presto la febbre di conversare con gli spiriti, attraversò l'Atlantico per diffondersi in Europa, in particolar modo un Inghilterra e Francia.


Per le menti più intelligenti e curiose dell'epoca, la prospettiva di poter comunicare con i morti offriva nuove vie di indagine intellettuale, mentre per il profano rappresentava la consolazione di poter comunicare con i propri cari defunti.

Molti di questi medium produssero un gran numero di fatti incredibili comunicando con i morti e queste avvenivano in vari modi: la voce dello spirito poteva essere convogliata da una tromba che sembrava fluttuare in aria, il medium in trance parlava come se le sue corde vocali fossero azionate da uno spirito oppure tramite i colpi ad un tavolino, che avvenivano in base ad un certo codice.

Altri medium materializzavano presunti doni da parte degli spiriti, come fiori e profumi ed ognuno sviluppava la propria specializzazione.

Il periodo d'oro dello spiritismo durò circa cinquant'anni e terminò all'inizio del secolo scorso, poichè l'interesse accademico cominciò a declinare, dopo anni di ricerche per dimostrare la verità di tali assunti mentre a livello popolare, lo spiritismo continuò ad esercitare il suo fascino.

Dopo anni di sedute, che avevano luogo alla presenza di un folto pubblico, alle quali si unì, alla fine, anche la terza sorella Leah, le Fox confessarono di aver contraffatto i rumori originari ritrattando in seguito questa loro dichiarazione, ma ormai il fenomeno dello spiritismo era esploso ed aveva già prodotto un numero considerevole di medium sparsi nel mondo.


Lapide posta davanti alla casa ricostruita delle sorelle Fox.


IL MEDIUM DANIEL DUNGLAS HOME

 

Il medium scozzese Daniel Dunglas Home

Uno dei più famosi e straordinari medium fu senza dubbio Daniel Dunglas Home, nato in Scozia nel 1833 ma cresciuto negli Stati Uniti, che ebbe una grande fama in Europa, in particolare in Ighilterra.


Era un tipo elegante ed attraente, dotato di poteri e personalità tali da essere definito il personaggio più affascinante della ricerca parapsichica.


In tutta la sua carriera non fu mai sopreso ad utilizzare trucchi o frodi e le sue sedute erano dei veri e propri spettacoli, dove talvolta apparivano mani disincarnate, fisarmoniche che suonavano da sole o si poteva assistere all'allungamento, in maniera innaturale, del corpo del medium, il tutto sempre in ambienti ben illuminati.


Ma la seduta più incredibile ebbe luogo nel 1868, riferita nei particolari dal Conte di Crawford, Lord Lindsay, al Comitato della Società Dialettica di Londra.


Lindsay dichiarò: "Oltre a me erano presenti Home, Lord Adare ed un cugino di questi. Durante la seduta, Home cadde in trance e mentre si trovava in quello stato, si trasportò fuori dalla finestra della stanza attigua a quella in cui ci trovavamo noi e ricomparve alla nostra finestra. La distanza era di oltre due metri e non vi era il minimo appiglio tra esse ed ogni finestra aveva soltanto un piccolo davanzale per i vasi da fiore che sporgeva di trenta centimetri. Udimmo aprirsi la finestra nella stanza accanto e quasi immediatamente dopo vedemmo Home fluttuare nell'aria, fuori dalla nostra finestra. La Luna era piena e rischiarava la stanza, voltavo le spalle alla luce e vidi sul muro l'ombra dei piedi di Home a circa quindici centimetri sopra il bordo della finestra. Rimase in quella posizione per qualche secondo, poi si alzò il vetro e scivolò nella stanza con i piedi in avanti e si sedette a terra".


Un'altra prodezza di Home, di cui fu testimone la moglie del celebre fisico William Crookes, fu la comparsa di un misterioso suonatore di fisarmonica che lei descrisse così: "Quando la figura si avvicinò a me, sentii un freddo intenso e quando fece il gesto di darmi la fisarmonica, non potei trattenere un urlo e la figura parve sprofondare nel pavimento, lasciando visibili soltanto la testa e le spalle, ma senza smettere di suonare la fisarmonica".

La moglie del fisico William Crookes, fu testimone della comparsa di un suonatore di fisarmonica ad opera del medium Daniel Dunglas Home e si interessò alla medium Florence Cook.


LA MEDIUM FLORENCE COOK


La medium Florence Cook si serviva di Katie King come spirito guida


Sir William Crookes era molto interessato alla personalità di Home, ma dedicò maggior attenzione alla medium Florence Cook ed in particolare a Katie King, la materializzazione spiritica della Cook, anche perchè molto somigliante.

Questo spirito appariva soltanto dopo che la Cooke era caduta in trance,  all'interno di un gabinetto accuratamante chiuso da tende, e nacque il sospetto che fossero la stessa persona, tanto che Crookes cercò disperatamente di provarne l'autenticità.

Sottopose la medium ad una serie di prove, tra cui quella di legarla ed imbavagliarla e collegarla ad un galvonometro, scattò una quarantina di foto dello spirito di Katie King, (qui sotto alcune di esse), ma fu accusato, dal mondo scientifico, di essersi servito di quelle sedute per camuffare la sua relazione sentimentale con Florence Cook.


William Crookes a braccetto con lo spirito di Katie King. Si disse che Crookes, fosse sentimentalmente legato alla graziosa Florence Cook.


Katie King mentre appare durante una seduta spiritica, in una fotografia scattata da Sir William Crookes.


Nel 1874 Crookes, durante una seduta spiritica avvenuta in casa propria a Londra, disse: "Il 12 marzo, durante una seduta spiritica avvenuta a casa mia a Londra, Katie, dopo aver camminato tra di noi e parlato un po', tornó dietro la tenda che divideva il mio laboratorio, dove erano seduti gli invitati, e la biblioteca, utilizzata come gabinetto medianico. Qualche minuto dopo si avvicinò alla tenda e mi chiamò: "Venga ad alzare la testa della mia medium che è caduta". Katie era di fronte a me, col suo solito vestito bianco e il turbante in testa. Mi alzai all'istante per recarmi in biblioteca dalla signorina Cook, e Katie si scansó per lasciarmi entrare. Osservai che la medium era caduta dal divano e le dondolava la testa sul petto. La feci risedere e così ebbi la prova, nonostante il buio, del fatto che la Cook non si era travestita da Katie, ma vestiva il suo abito di velluto scuro e fosse in profonda trance".


SEDUTA SPIRITICA DI ARTHUR FORD A TORONTO


Il medium Arthur Ford fece comunicare James Pike con il figlio defunto Jim.


Il 3 settembre 1967 a Toronto, James Pike, ex vescovo della Chiesa Episcopale della California, disse di aver comunicato con lo spirito del figlio defunto Jim, che si era suicidato nel febbraio del 1966, tramite il  medium Arthur Ford, il quale più di una volta si era imposto all'attenzione del pubblico, soprattutto quando dichiarò di aver ricevuto dallo spirito del celebre mago Harry Houdini, il codice segreto che quest'ultimo usava con la moglie Beatrice, durante il loro numero di lettura del pensiero, (leggi qui il mio articolo "Il codice segreto di Harry Houdini rivelato").

 

Il reverendo James Pike era convinto di avre parlato con il proprio figlio defunto Jim, grazie all'aiuto del medium Arthur Ford.

Durante la seduta, che avvenne presso gli studi di un'emittente televisiva, Arthur Ford cadde in trance e parlò con la voce di un certo Fletcher, uno spirito guida, che era stato compagno d'infanzia di Ford ma era morto da lungo tempo.

La voce guida disse di essere in contatto con un certo Halverston o Halberston e Pike lo identificò come Marvin Halverston, che era stato in vita un suo intimo amico.

Dopodichè si presentarono altri due spiriti che dissero di chiamarsi Louis Pitt e George Zobrisky ed il medium trasmise il messaggio del figlio di Pike: " Jim dice che dovete capire una volta per sempre che non c'è ragione perchè voi o qualunque altro membro della famiglia, dobbiate provare un senso di colpa o pensare di aver mancato in qualsiasi modo nei suoi riguardi" ed allora Pike rispose: "Giusto, giusto. Grazie Jim".

Poi il medium parlò a nome di altre entità, che dissero di essere gli spiriti di vecchi amici di Pike e dopo la seduta televisiva, il reverendo disse di essere sicuro di aver parlato con lo spirito di suo figlio e dichiarò: "Per me, questà è la spiegazione più plausibile del fenomeno che è avvenuto".

Dopo la morte del reverendo nel 1969 e di Ford nel 1971, molti studiosi avanzarano riserve sull'autenticità della seduta di Toronto chiedendosi: "Il reverendo Pike aveva realmente parlato con lo spirito del figlio Jim oppure era stata solo una messinscena architettata da Ford?".


LE MANI DI CERA DI FRANEK KLUSKI



Franek Kluski, un medium polacco degli anni '20, produsse come prova dell'esistenza degli spiriti, questi guanti di cera creati da uno spirito, che aveva affondato le mani nella cera fusa.


Il medium polacco Teofil Modrzejewski, vero nome di Franek Kluski, molto attivo in Francia, si dice abbia materializzato molti animali, spiriti e voci.


Tra questi, il 20 novembre del 1921, un essere barbuto e villoso simile ad una scimmia, da lui chiamato "pitecantropo", che puzzava di cane bagnato, che iniziò a leccare le mani ed i volti dei presenti alla seduta che si ripresentò il 10 agosto 1923, alzando i presenti seduti sulle sedie e rovesciando un pesante divano.

Il medium Franek Kluski materializzava mani e piedi dall'aldilà.

Un falco od un'aquila, si materializzò sulla sua spalla e volò per la stanza battendo le ali contro i muri ed il soffitto, mentre un leone, apparso dal nulla con il suo odore di animale selvatico, iniziò a correre sul tavolo e sulle ginocchia dei presenti.


Durante molte sedute spiritiche , Kluski evocava degli spiriti e chiedeva loro di rendersi visibili, mettendo della cera o paraffina calda in una ciotola, che poi veniva raffreddata nell'acqua, dalla quale poi si materializzavano, (come in foto di apertura), dei calchi di mani e piedi umani creati dagli spiriti, oggi conservate in un museo.


Di Kluski sono note anche la materializzazione di un uomo di origine turca, che conversava nella sua lingua ma capiva il polacco e, quella di un uomo anziano, con in testa un cappello a cono ed una tunica, che emanava una luce tale da illuminare la stanza che parlava una lingua sconosciuta.


HÉLÈNE SMITH E LA SCRITTURA  AUTOMATICA


Dipinto della medium Hélène Smith.

I medium hanno anche comunicato grazie all'invenzione della tavola parlante chiamata tavola ouija, costituita da un pannello che reca lettere e numeri e da un'assicella munita di rotelle, sulla quale il medium posa la mano e che si sposta da una lettera all'altra, formando frasi o parole.

Un altro sistema utilizzato è la scrittura automatica, in cui la mano del medium sembra essere guidata da uno spirito disincarnato.

La medium Hélène Smith, teneva sedute spiritiche a Ginevra, durante le quali i tavoli levitavano, si udivano voci di spiriti e si realizzava la scrittura automatica.

La Smith asseriva che gli spiriti guidavano la sua mano, facendole scrivere saggi in arabo o in un linguaggio sconosciuto, detto linguaggio marziano,  nonchè di disegnare paesaggi astrali, che diceva di aver visitato con i suoi spiriti guida dell'aldilà, (vedi foto sotto).

 

Paesaggi marziani, scrittura marziana e flora marziana disegnati con scrittura automatica dalla medium Hélène Smith.

Queste sedute della Smith furono rese famose dal professor svizzero, Théodore Flournoy, che si servì di tecniche psicanalitiche per studiare questi fenomeni e per circa cinque anni fece accurate indagini sul suo passato, cercò di trovare riscontro alle date storiche che la mediuma diceva di aver ricevuto dagli spiriti ed andò a visitare i luoghi che asseriva di aver visto nelle sue visioni.

Flournoy giunse alla conclusione che queste visioni in stato di trance, non erano altro che l'amplificazione dei ricordi della medium e che le lingue sconosciute da lei parlate, erano in realtà di derivazione terrestre, in quanto un esperto di sanscrito disse che poteva far risalire al 98% delle parole misteriose a lingue note.


Il Professor Théodore Flournoy studiò la medium Hélène Smith.

La sua ricerca fu pubblicata nel suo libro del 1899 dal titolo Dalle Indie al Pianeta Marte, ma fu osteggiato dagli spiritisti del tempo, che asserivano che il linguaggio marziano parlato dalla Smith e le sue visioni, erano opera di entità soprannaturali.


LA MEDIUM LEONORA PIPER

La medium Leonora Piper.

John Beloff, professore di psicologia all'Università di Edinburgo, disse: "Questa diversa ottica fu perfettamente illustrata dalla carriera di Leonora Piper, una brillante medium di Boston, che fu scoperta niente di meno che dal grande William James".

Il professor John Beloff.

Quest'ultimo era un famosissimo psicologo americano che studiò la medianità della Piper, che andò a trovare la prima volta, nel 1885.


Disse che la Piper gli aveva riferito, con grande precisione, fatti di famiglia che non poteva assolutamente conoscere per conto suo, dopo che lei era caduta in trance guidata dallo spirito guida di nome "Phinuit".


Questa entità sosteneva che, in vita, aveva esercitato la professione di medico in Francia, anche se non fu mai trovata prova di ciò.
 

Lo psicologo William James studiò da vicino la Piper ed i suoi fenomeni medianici.

James a tal proposito diceva: "Phinuit stesso ha tutto l'aspetto di essere un'entità fittizzia, il suo francese, per quello che ho potuto sentire, si limita a poche frasi di saluto e non è mai stato in grado di capire il mio francese".


Dopo mesi di osservazione disse: "Considerando tutto ciò che conosco sul conto della signora Piper, il risultato mi porta ad essere assolutamente certo, come lo sono di qualsiasi fatto reale di questo mondo, che, nelle sue trance, conosce delle cose che non potrebbe assolutamente aver appreso in stato di veglia".


Ciò che invece James non riuscì ad accertare, fu da dove provenivano le sue conoscenze, poichè durante le sue sedute la Piper non faceva mai sfoggio dei fenomeni parafisici, anche se si dice fosse capace di far appassire i fiori e di far loro perdere il profumo.


Nel 1887 James, raccomandò a Richard Hodgson, membro della SPR di Londra, di sostituirlo nell'osservazione e studio della Piper, poichè costretto ad altri impegni.

 

Richard Hodgson sostituì James nello studio della Piper.

Hodgson, durante l'inverno tra il 1889 ed il 1890, quando la Piper arrivò in Inghilterra, dove non conosceva nessuno,

riunì dei partecipanti alla seduta, chiedendo loro di non dire il loro nome e durante questo periodo, la personalità di Phinuit andava svanendo, anche se le informazioni fornite continuavano a stupire i partecipanti.


Tempo dopo Phinuit svanì del tutto per essere sostituito da un nuovo spirito chiamato "George Pelham", che rimase con lei fino al 1897, per poi essere sostituito anch'esso da un gruppo di presunti spiriti con pseudonimi come l'Imperatore, il Dottore od il Rettore.

Quando nel 1905, Hodgson morì mentre stava giocando a palla a mano, James H. Hyslop, professore di logica ed etica alla Columbia University, lo sostituì nello studio della Piper, recandosi da lei con una maschera sul viso, per nascondere la sua identità e per precauzione sui fenomeni.


Dopo dodici sedute disse: "Preferisco credere di aver parlato con i miei defunti parenti in persona, è molto più semplice", e nella relazione, che mandò alla SPR, scrisse: "Aderisco alla teoria che esiste una vita futura ed una persistenza dell'identità personale".


Il parapsicologo Hereward Carrington, chiamò la Piper, "il più grande medium mentale di tutti i tempi" ed ammetteva che, chiunque l'avesse conosciuta, sarebbe rimasto colpito dalla qualità supernormale della sua mente.

Il parapsicologo Hewerard Carrington affermò che la Piper era la più grande medium mentale di tutti i tempi e studiò anche la medium italiana Eusapia Paladino.


LA MEDIUM ITALIANA EUSAPIA PALLADINO


La medium italiana Eusapia Paladino.

Un'altra medium, osservata da Hereward Carrington, e da ricercatori italiani, francesi, inglesi ed americani, fu l'italiana Eusapia Palladino, scoperta dallo spiritista napoletano Enrico Damiani, la quale aveva la fama di avere un pessimo carattere ed era ossessionata da fobie e superstizioni.

Tra l'agosto ed il settembre del 1895, a casa del dirigente e cofondatore della SPR, Frederic William Henry Myers a Cambridge, in Inghilterra, si tennero delle sedute della Paladino.

Dopo questi incontri, Meyers scrisse: "Non ho alcun dubbio che abbiamo assistito a tentativi di frode del tutto coscienti e deliberati, di un genere che deve aver richiesto una lunga pratica per raggiungere un tale livello di abilità".

 

Frederic William Henry Myers, dirigente e cofondatore della SPR, ospitò in casa propria le sedute della Paladino a Cambridge.

Ma altri studiosi, che non erano presenti alle sedute di Cambridge ma che avevano osservato la Palladino in altri luoghi, non era d'accordo con il parere di Myers.

Hereward Carrington, che nel 1909 era stato incaricato di portare la medium a New York, si trovò sotto un tiro incrociato di violenti attacchi e durante le sedute, organizzate alla Columbia Univeristy, vari partecipanti, tra cui lo psicologo Hugo Munsterberg, asserirono che la medium era stata colta in flagrante, nell'atto di sfilare un piede da una scarpa per far muovere il tavolo.

Hugo Munsterberg scoprì la medium Paladino utilizzare il suo piede per muovere un tavolino durante una seduta spiritica.

Lo stesso Carrington, scriverà in seguito: "E' vero che Eusapia ricorreva qualche volta ai trucchi, ma fu sempre sorpresa da noi o da altri", mentre asseriva che alcuni fenomeni, di cui era stato testimone, come la levitazione del tavolo, mani invisibili e frammenti di corpi che si formavano nell'aria, capaci di spingere e smuovere i partecipanti, fossero autentici.

A tal proposito disse: "Perchè mai, ci si potrebbe chiedere, la Palladino avrebbe dovuto ricorrere ai trucchi quando era capace di produrre manifestazioni autentiche, come quelle che ho descritto? Non è possibile, invece, che tutti quei fenomeni fossero dovuti ad impostura? La stessa cosa, più o meno, è avvenuta sotto i miei occhi molte volte e sappiate che, anche se barava occasionalmente, era capace di produrre fenomeni straordinari che non sono mai stati spiegati".

Secondo lui, la donna si prendeva gioco degli sperimentatori per puro dispetto, ma poi in seguito, tornava a produrre autentici fenomeni paranormali.


LA MEDIUM GLADYS OSBORNE LEONARD


La medium inglese Gladys Osborne Leonard.


Il posto lasciato da Eusapia Paladino fu occupato da una medium più tranquilla, di nome Gladys Osborne Leonard, che nacque nel Lancashire, in Inghilterra nel 1882 ed ebbe spiccate capacità medianiche essendo molto dotata, che raccontò le proprie esperienze, nel 1931,  in un'autobiografia intitolata My Life in Two Worlds, (La mia vita in due mondi).


In età precoce fu traumatizzata da eventi che accompagnarono la morte improvvisa di un amico di famiglia: nessuno aveva pensato di spiegare alla bambina, la repentina scomparsa dell'amico e solo una cameriera le disse che doveva essere sepolto sottoterra.


La bimba chiese "Dove non potrà più uscire?" e la cameriera le rispose: "Naturalmente che non potrà più uscire".


Dopo questa spiegazione la Leonard iniziò ad avere visioni mattutine di luoghi meravigliosi, e quando li descriveva subiva rimproveri, così imparò a tenerle per sè e con il tempo esse scomparvero.


Durante l'adolescenza scoprì lo spiritismo, ma la madre si oppose a queste sue idee e dovette abbandonare questa inclinazione e solo a 24 anni, mentre si trovava a trascorrere la notte in un'altra città, si svegliò ed ebbe una visione della madre, circondata da una luce brillante in ottima salute, mentre nella realtà era molto ammalata.


In seguito apprese, tramite un telegramma, che sua madre era morta proprio nel momento della visione ed ebbe conferma delle sue capacità paranormali.


Durante la Prima Guerra Mondiale, la Leonard contribuì a consolare molte vedove e madri inglesi, asserendo che i loro mariti ed i loro figli, morti in combattimento, continuavano a vivere nell'aldilà.


Tra coloro che trassero conforto dai messaggi ricevuti, va citato Sir Oliver Joseph Lodge, che nell'autobiografia della Leonard, scrisse: "Comunicare con il mondo degli spiriti non è in disaccordo con le dottrine della fisica moderna".

 

Sir Oliver Joseph Lodge riteneva che la comunicazione con gli spiriti non era in contrasto con la fisica moderna.

Tempo dopo, durante una seduta con alcuni amici, entrò in trance e fu allora che si manifestò Feda, una giovane indiana che diceva essere lo spirito guida di una bisnonna della Gladys.


Fu Feda a suggerire alla SPR, un test che avrebbe provato l'esistenza di entità disincarnate, ovvero la localizzazione dei libri scritti in lingue, che la medium non conosceva e dai quali non avrebbe potuto trarre informazioni telepatiche.


Lo spirito disse ad una partecipante, la signora Hugh Talbot, che avrebbe trovato un libriccino, rilegato in pelle scura di 20/25 centimetri, tra gli oggetti personali del defunto marito.


La signora chiese se si trattava del diario di cuoio rosso del marito, ma Feda disse di no ed aggiunse: "Non si tratta esattamente di un libro, non è stampato e l'interno è scritto a mano".


Aggiunse che la rilegatura del libro era più scura di quella del diario del defunto e che la signora doveva guardare a pag. 12 ed a pag. 13 ed disse: "Ci sono due libri, riconoscerete quello giusto da un diagramma sul frontespizio, lingue indoeuropee, ariane, semitiche, una tavola di lingue arabosemitiche, vi sono linee, non dritte, che fanno così".


Come scrisse, in seguito, la sensitiva inglese Rosalind Heywood, nel suo libro Man, Myth ang Magic, (Uomo, mito e magia), : "La signora Talbot era talmente sicura che si trattasse di un cumulo di sciocchezze e di menzogne, che al suo ritorno a casa non si lasciò convincere tanto facilmente a cercare il famoso libro. Alla fine, però, acconsentì e trovò, proprio in fondo ad uno degli scaffali più alti della biblioteca, un vecchio libro rilegato in cuoio nero consunto, della forma descritta da Feda. Con sua grande sorpresa, conteneva una tavola di lingue semitiche o siroarabiche ed a pag. 13, vi era un lungo estratto di un vecchio libro intitolato Post Mortem, che descriveva la beatitudine dell'autore dopo la morte".

 

La sensitiva Rosalind Heywood credeva nei poteri medianici della medium Leonard.

Rosalind precisò, tuttavia, "che non desiderava assolutamente dare l'impressione che tutte le sedute della signora Leonard fossero altrettanto precise nei particolari e nessum medium può dare il meglio di sé in ogni occasione e con chiunque e l'integrità di Gladys Osborne Leonard era indiscussa e la medium produsse una grande quantità di materiale, che non può essere ragionevolmente essere attribuito a fonti normali".









STORICITA' DI RE ARTU'




LA VERA STORIA DI RE ARTU' E DEL MAGO MERLINO


Il mitico re Artù.

STORICITA' DI RE ARTU': E' DAVVERO ESISTITO?


Re Artù, Mago Merlino, Ginevra ed i Cavalieri della Tavola Rotonda, figure ormai mitologiche, sono davvero esistiti o sono frutto della fantasia?

Ginevra.

Di Merlino ed Artù, si hanno notizie nel 1135, quando il vescovo gallese, Goffredo di Monmouth, nel suo libro "Storia dei re di Britannia", racconta che il guerriero Bruto, avesse raggiunto dalla città di Troia in fiamme la Britannia, (IN PROPOSITO LEGGI QUI IL MIO POST SULLE PROFEZIE DI MERLINO).

Goffredo di Monmouth.

Goffredo cita che un re di nome Vortigern, un personaggio storico davvero esistito, che era intenzionato ad innalzare una grande torre sul monte Snowdon, in Galles, ma ogni volta che un pezzo veniva costruito, questo crollava immediatamente.

Dopo vari tentativi, i suoi consiglieri gli dissero di spruzzare, alla base della torre, del sangue di un bambino orfano di padre. 

Il re Vortigern.

All'istante i suoi uomini andarono alla ricerca di un ragazzo, che era intento a giocare con dei suoi amici, che si chiamava Merlino.

Vortigern chiamò i suoi genitori, lei era la figlia del re del Galles del Sud, che confessò che una notte era stata sedotta da un giovane misterioso che l'aveva messa incinta e, dunque, siccome Merlino era senza padre, il suo sangue avrebbe bagnato le fondamenta della torre.

 

Il mago Merlino.

Questi si ribellò chiedendo di poter dimostrare perchè la torre crollasse, dicendo: "Volete sapere perchè la torre crolla continuamente? Perchè sotto terra esiste una caverna colma d'acqua che mina le fondamenta".

Sentito questo, Vortigern ordinò di scavare trovando un lago e Merlino ordinò di prosciugarlo, al fine di tovare due grandi Draghi o Serpenti.

Quando ciò accadde, Merlino fú rilasciato non prima di aver predetto la morte di Vortigern, bruciato all'interno di una torre, cosa che avvenne tempo dopo, quando la Britannia fu invasa dal re Aurelio Ambrogio, il quale incendiò la torre di Vortigern.

Ambrogio fu poi avvelenato dal fratello ed il tronò passò a Uther Pendragone, il quale conquistata la Scozia, invitò tutti i nobili del regno alla sua incoronazione.

Uther Pendragone detto anche Uther Pendragon.

Tra questi vi era il duca di Gorlois di Cornovaglia assieme alla sua bellissima moglie, Igerna, di cui Uther si innamorò all'istante, costringendo Gorlois a lasciare nottetempo il castello.

  

Uther Pendragon e Igerna.

Offeso da questo, Uther mosse guerra a Gorlois, il quale aveva rinchiuso la moglie nel castello di Tintagel, costruito su un isolotto e collegato alla terra ferma da un piccolo braccio di terra.

Uther non pensava ad altro che Igerna e Merlino gli cambiò le sembianze, tramite magia, in Gorlois. 

Castello di Tintagel.

Sotto queste mentite spoglie era riuscito a penetrare nel castello ed unirsi all'ignara regina, concependo un figlio che sarebbe diventato re Artù.

Nel frattempo il suo esercito stava attaccando il castello, uccidendo il vero Gorlois e lasciando che Uther potesse sposare Igerna, facendone diventare la sua regina.

Quindici anni dopo Uther fu assassinato ed al suo posto divenne re Artù, anche se in questo racconto non vengono menzionati la spada nella roccia, la Tavola Rotonda e tanti episodi che oggi conosciamo.

Tavola Rotonda dei cavalieri di re Artù.

Queste vennero aggiunte in seguito nel racconto di Thomas Malory, dal titolo "La morte di Artù", pubblicata da William Caxton nel 1485, il quale era un lestofante che saccheggiava monasteri e rubava bestiame e che, in almeno due occasioni aveva stuprato una donna di nome Joan Smyth, moglie di un certo Hugh Smyth.

Malory scrisse, dunque, il suo libro nella prigione di Negate, dove venne sepolto in seguito, dove narra che Artù era stato adottato da Merlino, il quale lo aveva dato in affidamento a Sir Ector, la cui moglie lo aveva cresciuto forte e sano.

Thomas Malory.

Un monaco di nome san Gilda, nella sua opera "De Excidio et conquestu Britanniae", menziona storicamente la battaglia del monte Badon, senza citare Artù, anche se un altro cronista del tempo, Caradoc di Llancarfan, autore di una biografia su san Gilda, ricorda che Artù uccise proprio uno dei fratelli del santo e, forse a tal proposito, non fu menzionato dall'autore.

Sir Ector tutore del giovanissimo re Artù.

Di Artù sappiamo che non fú un re ma un condottiero generale, inoltre, non andava in giro su un cavallo bianco con indosso una pesante armatura medievale, poichè nacque in un periodo storico precedente, ovvero intorno al 470 d.C., quando i romani stavano abbandonando la Britannia.

Infatti, nel 410 d.C. i Romani lasciarono definitivamente la Britannia e Vortigern si autoproclamò re, muovendo guerra contro il popolo dei selvaggi Pitti, che vivevano a nord, al confine con la Scozia.

Il monaco san Gilda o Gildas.

Il re richiamò sull'isola orde di mercenari sassoni, affinchè combattessero assieme al suo esercito, cosa che avvenne ma, nel momento del loro pagamento, Vortigern non fu in grado di soddisfare le loro richieste e quindi, i mercenari conquistarono da soli le terre della Britannia.

Gli abitanti, che a quei tempi erano i Celti, dovettero abbandonare le loro terre, finchè tempo dopo alla guida di Ambrogio Aureliano, i Celti riconquistarono le terre perdute, ricacciando gli invasori oltre mare.

Alla sua morte salì al trono il fratello, Uther Pendragone, il quale grazie al suo comandante, di nome Artorius, ovvero il leggendario re Artù, sconfisse i Sassoni proprio nella battaglia del Monte Badon, nel 518 d.C..

Le sue gesta furono epiche fino alla battaglia di Camlann, nei pressi del fiume Camel in Cornovaglia, quando Artù fu ucciso dal nipote Mordred ed il suo corpo venne portato sull'isola di Avalon.

Mordred.

Nell'estate del 1113 un gruppo di preti francesi si presentò a Bodmin, in Cornovaglia, portandosi dietro alcune sacre reliquie, i quali sentirono la storia che Artù non fosse morto, ma stesse vegliando in un posto sicuro, pronto ad intervenire in soccorso della sua gente.

Uno dei preti, nell'ascoltare questa storia derise i presenti, scatenando l'irruzione di uomini armati, all'interno della Chiesa per dar loro una lezione, cosa che non avvenna grazie all'intervento di alcuni pacieri.

L'episodio ci dimostra come quella di Artù fosse già una figura leggendaria, prima dei racconti di Goffredo, e citato numerose volte nei poemi gallesi, scritti un secolo dopo la sua scomparsa.

Il monaco Nennio, tra l'800 e l'820 d.C., nei suoi "Annali Pasquali", in cui cita che nella battaglia di Badon, Artù portò sulle spalle, per tre giorni e tre notti, la croce di Gesù Cristo, grazie alla quale i Britanni ne uscirono vincitori.

 

Il monaco Nennio.

Un'altra citazione è relativa all'anno 539, nel quale racconta dell'eccidio di Camlann in cui morirono Artù e Modred.

Scontro tra re Artù e Mordred nella battaglia di Camlann.

Nel 1184, il re Enrico II, durante una spedizione in Galles, si era imbattuto in un cantore, che gli aveva rivelato che Artù era sepolto nelle cripte dell'Abbazia di Glastonbury, esattamente tra due piramidi e che, per proteggere il corpo dalle vendette dei Sassoni, era stata scavata una fossa profonda cinque metri.

Enrico II di Francia.

Recatosi all'abbazia, Enrico confidò la cosa all'abate, il quale non fu per nulla turbato ed interessato alla storia, in quanto l'abbazzia era già una delle più ricche del paese e non intendeva attirare nuovi pellegrini.

Abbazia di Glastonbury.

Il 25 maggio del 1184 l'abbazia fu distrutta da un incendio, dal quale si salvò soltanto l'immagine di Nostra Signora di Glastonbury, che fu ritenuta un segno divino, dopo la devastazione.

Enrico propose una colletta per la ricostruzione ed un monaco, morto nel 1191, chiese di essere sepolto sotto l'edificio, in mezzo alle due croci.

Nel soddisfare la richiesta, vennero scoperte due colonne marmoree, che potevano essere le due piccole piramidi.

Scavando per altri cinque metri, scoprirono una lastra di pietra che, sollevandola riportava un'iscrizione latina su una croce di piombo: "Hic jacet sepultus inclytus rex Artorius in insula Avalonia", (tradotto: "Qui giace sepolto il celebre re Artù, nell'isola di Avalon").

Eccitati dal ritrovamento, i monaci continuarono a scavare, finchè non fu trovato un enorme sarcofago, ricavato da un tronco di quercia, dentro il quale giaceva uno scheletro umano, il cui cranio presentava profonde ferite, assieme ad un altro scheletro più piccolo, attribuito a Ginevra, visto che nell'iscrizione si citava anche la "Regina Wenneverla".

La croce di piombo venne conservata per secoli, finchè nel 1607, un antiquario di nome William Camden, la studiò a fondo, rinvenendo nel testo la parola "Arturius" ed avvalorando la tesi della tomba di quest'ultimo.

William Camden.

Nel 1963, C.A. Radford, eseguì degli scavi, dimostrando la fondatezza dei monaci nell'essersi spinti a scavare fino a cinque metri, alla ricerca della tomba di Artù, fino ad allora anche sede della tomba di Giuseppe di Arimatea, che aveva sepolto Gesù nei giorni della sua resurrezione e di cui erano sorte leggende legate alla Britannia ed al mito del Santo Graal, anche se pare ovvio come mai i monaci non pensarono di riportare alla luce anche la sua tomba, (leggi qui il mio articolo su Rennes Le Chateau).

Giuseppe d'Arimatea.

Da tutto ciò sembra dedursi che, il re Artù o il generale Arturius, sia relamente esistito, distinguendosi per la sua straordinaria bravura nel combattere e comandare.

Altri studiosi sono convinti di aver identificato la vera collocazione geografica, del mitico regno di Camelot.

Nel 1542, lo scrittore John Legand, sosteneva che una collina fortificata di South Cadbury, nel Somerset, fosse in realtà Camelot, tanto che nel 1966 si iniziò a scavare proprio nel castello di Cadbury, dal quale emersero rovine romane e resti di edifici, collocabili ai tempi del re Artù.

Cristo con il Sacro Graal.

Nel 1924, durante una visita a Tintagel, Rudolf Steiner, fece una seduta spiritica, identificando la Tavola Rotonda ed il dormitoio dei cavalieri, in questo castello costruito nel 1140.

Rudolf Steiner.

Nell'estate del 1983, esplose un incendio che bruciò la vegetazione della piccola isola, che portò alla luce le fondamenta di un centinaio di costruzioni rettangolari e di un edificio, composto da una singola stanza grande circa venticinque metri.

Sotto la collina emerse un piccolo porticciolo naturale, in cui furono scoperte anfore e giare, che avrebbero dovuto contenere vino ed olio, assieme a tumuli sepolcrali celtico-cristiani, vicino ai quali fu rinvenuta una roccia con un'impronta ben modellata sopra, cosa in uso al tempo quando i potenti lasciavano il segno del loro potere, ad indicare il loro predominio sul territorio conquistato.

Riguardo la famosa spada di Artù, chiamata Excalibur, Goffredo di Monmouth, afferma che si chiamasse "Caliburn", che è la combinazione di due parole che significano "Fiume".

Visto che la spada, per essere temprata ha bisogno dell'acqua fredda, visto che "Cale" significa freddo e quindi, caliburn potrebbe essere tradotto come "corrente gelida".

Quindi la spada potrebbe aver ricevuto il suo nome dal fiume Cale, che scorre nei pressi di Sturminster, nel Dorset, dove venne creata.

Per quanto riguarda invece il "Santo Graal", la sacra coppa usata da Gesù nell'ultima cena e da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere le gocce del sangue di Cristo sulla croce, si pensa fosse stata portata a Glastonbury da Giuseppe.

Nel 1959, durante gli scavi in una villa romana nel nord Africa, venne alla luce una grande urna marmorea, databile al periodo in cui visse Artù, su cui era scolpita una croce e sul coperchio erano presenti dei fori che formavano una sagoma di una croce, che era andata perduta e l'urna conteneva le spoglie mortali di un santo e veniva usata in qualche rito religioso.

Su Merlino, invece, bisogna considerare che avesse molti più anni di Artù, a quei tempi un ragazzino, quando era ancora in vita il re Vortigern, secondo i racconti di Goffredo.

Myrddin.

Nella sua opera, però, Merlino è al servizio del re Rodarco, impegnato a combattere il re degli Scoti chiamato Guennolous, due personaggi storici realmente esistiti cento anni dopo la presunta morte di Artù.

Nikolai Tolstoy.

Per ovviare a questo anacronismo, Goffredo lo giustifica asserendo che Merlino, visse cento anni dopo la morte di Artù, quindi da ultracentenario e potrebbe essere veritiera, se si accetta che Merlino corrisponda al poeta gallese di nome Myrddin, in vita nel 573 d.C., ipotesi avvallate da Robert Graves, nel suo libro "La dea Bianca" del 1948 e Nikolai Tolstoy, nel suo "The Quest for Merlin" del 1985, (leggi la storia del fantasma di Robert Grave).

Robert Graves.

Ma nel 1988, nel suo libro "Merlino", la professoressa Norma Lorre Goodrich, sostenne l'esistenza di Merlino, che aveva trent'anni più di Artù, nato in Galles e morto in Scozia, e che il nome "merlino" era un uccello rapace e che il vero Merlino, altri non era che un vescovo di nome Dubricio, che aveva incoronato Artù re dei Britanni, mentre Myrddin era un uomo selvatico dei boschi, dotato di poteri magici.

Norma Lorre Goodrich.

Quindi si deduce esistano due teorie contrastanti tra loro: una che ci parla dei due Merlino e quella di un solo Merlino, il cui vero nome era Myrddin.

Forse Merlino era l'ultimo dei "Druidi", una forma di religione dei Celti, approdati in Britannia attorno al 600 a.C., dei quali riprende il ruolo di intermediario tra l'essere umano ed il mondo spirituale.

Merlino ultimo dei Druidi.

Ad oggi il mito si mescola con la realtà e non è dato sapere se effettivamente sia o meno esistito Artù e tutto il suo reame di Camelot, anche se gli indizi e la mancanza di prove storiche porta alla conclusione che sia tutta una favola.



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