VANGELO DI TOMMASO TESTO INTEGRALE VANGELO DI DIDIMO THOMA QUINTO VANGELO
Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente ha detto e Didimo Giuda Tommaso ha trascritto.
1. Gesù disse: “Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte”.
2. Gesù disse: “Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.”
3. Gesù disse, “Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.
Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”
4. Gesù disse, “L’uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov’è il luogo della vita, e quell’uomo vivrà.
Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt’uno.”
5. Gesù disse, “Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato.
Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato.”
6. I suoi discepoli gli chiesero e dissero, “Vuoi che digiuniamo? Come dobbiamo pregare? Dobbiamo fare elemosine? Quale dieta dobbiamo osservare?”
Gesù disse, “Non mentite, e non fate ciò che odiate, perché ogni cosa è manifesta in cielo.
Alla fine, nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato, e nulla di quanto è celato resterà nascosto.”
7. Gesù disse, “Fortunato è il leone che verrà mangiato dall’umano, perché il leone diventerà umano. E disgraziato è l’umano che verrà mangiato dal leone, poiché il leone diventerà comunque umano.”
8. Gesù disse, “L’uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!”
9. Gesù disse, “Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno.”
10. Gesù disse, “Ho appiccato fuoco al mondo, e guardate, lo curo finché attecchisce.”
11. Gesù disse, “Questo cielo scomparirà, e quello sopra pure scomparirà.
I morti non sono vivi, e i vivi non morranno. Nei giorni in cui mangiaste ciò che era morto lo rendeste vivo. Quando sarete nella luce, cosa farete? Un giorno eravate uno, e diventaste due. Ma quando diventerete due, cosa farete?”
12. I discepoli dissero a Gesù, “Sappiamo che tu ci lascerai. Chi sarà la nostra guida?”
Gesù disse loro, “Dovunque siate dovete andare da Giacomo il Giusto, per amore del quale nacquero cielo e terra.”
13. Gesù disse ai suoi discepoli, “Paragonatemi a qualcuno e ditemi come sono.”
Simon Pietro gli disse, “Sei come un onesto messaggero.”
Matteo gli disse, “Sei come un filosofo sapiente.”
Tommaso gli disse, “Maestro, la mia bocca è totalmente incapace di esprimere a cosa somigli.”
Gesù disse, “Non sono il tuo maestro. Hai bevuto, e ti sei ubriacato dell’acqua viva che ti ho offerto.”
E lo prese con sé, e gli disse tre cose. Quando Tommaso tornò dai suoi amici questi gli chiesero, “Cosa ti ha detto Gesù?”
Tommaso disse loro, “Se vi dicessi una sola delle cose che mi ha detto voi raccogliereste delle pietre e mi lapidereste, e del fuoco verrebbe fuori dalle rocce e vi divorerebbe.”
14. Gesù disse loro, “Se digiunate attirerete il peccato su di voi, se pregate sarete condannati, e se farete elemosine metterete in pericolo il vostro spirito.
Quando arrivate in una regione e vi aggirate per la campagna, se la gente vi accoglie mangiate quello che vi offrono e prendetevi cura dei loro ammalati.
Dopo tutto, quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri.”
15. Gesù disse, “Quando vedrete uno che non è nato da una donna, prostratevi e adoratelo. Quello è il vostro Padre.”
16. Gesù disse, “Forse la gente pensa che io sia venuto a portare la pace nel mondo. Non sanno che sono venuto a portare il conflitto nel mondo: fuoco, ferro, guerra.
Perché saranno in cinque in una casa: ce ne saranno tre contro due e due contro tre, padre contro figlio e figlio contro padre, e saranno soli.”
17. Gesù disse, “Vi offrirò quello che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna mano ha toccato, quello che non è apparso nel cuore degli uomini.”
18. I discepoli dissero a Gesù, “Dicci, come verrà la nostra fine?”
Gesù disse, “Avete dunque trovato il principio, che cercate la fine? Vedete, la fine sarà dove è il principio.
Beato colui che si situa al principio: perché conoscerà la fine e non sperimenterà la morte.”
19. Gesù disse, “Beato colui che nacque prima di nascere.
Se diventate miei discepoli e prestate attenzione alle mie parole, queste pietre vi obbediranno.
Perché vi sono cinque alberi per voi in Paradiso: non mutano, inverno ed estate, e le loro foglie non cadono. Chiunque li conoscerà non sperimenterà la morte.”
20. I discepoli dissero a Gesù, “Dicci com’è il Regno dei Cieli.”
E lui disse loro, “È come un seme di mostarda, il più piccolo dei semi, ma quando cade sul terreno coltivato produce una grande pianta e diventa un riparo per gli uccelli del cielo.”
21. Maria chiese a Gesù, “Come sono i tuoi discepoli?”
Lui disse, “Sono come bambini in un terreno che non gli appartiene. Quando i padroni del terreno arrivano, dicono, ‘Restituiteci il terreno.’ E quelli si spogliano dei loro abiti per renderglieli, e gli restituiscono il terreno.
Per questo motivo dico, se i proprietari di una casa sanno che sta arrivando un ladro staranno in guardia prima che quello arrivi e non gli permetteranno di entrare nella loro proprietà e rubargli i loro averi.
Anche voi, quindi, state in guardia nei confronti del mondo. Preparatevi con grande energia, così i ladri non avranno occasione di sopraffarvi, perché la disgrazia che attendete verrà.
Che fra voi ci sia qualcuno che comprenda. Quando il raccolto fu maturo, lui arrivò subito con un sacco e lo mieté. Chiunque abbia due buone orecchie ascolti!”
22. Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, “Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno.”
E loro gli dissero, “Dunque entreremo nel regno come neonati?”
Gesù disse loro, “Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno.”
23. Gesù disse, “Sceglierò fra voi, uno fra mille e due fra diecimila, e quelli saranno come un uomo solo.”
24. Dissero i suoi discepoli, “Mostraci il luogo dove sei, perché ci occorre cercarlo.”
Lui disse loro, “Chiunque qui abbia orecchie ascolti! C’è luce in un uomo di luce, e risplende sul mondo intero. Se non risplende, è buio.”
25. Gesù disse, “Amate il vostro amico come voi stessi, proteggetelo come la pupilla del vostro occhio.”
26. Gesù disse, “Voi guardate alla pagliuzza nell’occhio del vostro amico, ma non vedete la trave nel vostro occhio. Quando rimuoverete la trave dal vostro occhio, allora ci vedrete abbastanza bene da rimuovere la pagliuzza dall’occhio dell’amico.”
27. “Se non digiunate dal mondo, non troverete il Regno. Se non osservate il Sabato come Sabato non vedrete il Padre.”
28. Gesù disse, “Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell’umanità, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti.
Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno condotta.”
29. Gesù disse, “Se la carne fosse nata a causa dello spirito sarebbe una meraviglia, ma se lo spirito fosse nato a causa del corpo sarebbe una meraviglia delle meraviglie.
Eppure mi stupisco di come questa grande ricchezza si sia ridotta in tale miseria.”
30. Gesù disse, “Dove ci sono tre divinità, esse sono divine. Dove ce ne sono due o una, io sono con lei.”
31. Gesù disse, “Nessun profeta è benvenuto nel proprio circondario; i dottori non curano i loro conoscenti.”
32. Gesù disse, “Una città costruita su un’alta collina e fortificata non può essere presa, né nascosta.”
33. Gesù disse, “Quanto ascolterete con le vostre orecchie, proclamatelo dai vostri tetti ad altre orecchie.
Dopo tutto, nessuno accende una lampada per metterla in un baule, né per metterla in un posto nascosto. Piuttosto, la mette su un lampadario così che chiunque passi veda la sua luce.”
34. Gesù disse, “Se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno in un fosso.”
35. Gesù disse, “Nessuno può entrare nella casa di un uomo robusto e prenderla con la forza se prima non gli lega le mani. A quel punto uno può sottrargli la casa.”
36. Gesù disse, “Non vi tormentate, dalla mattina alla sera, al pensiero di cosa indossare.”
37. I suoi discepoli dissero, “Quando ci apparirai, e quando tornerai a visitarci?”
Gesù disse, “Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore.”
38. Gesù disse, “Spesso avete desiderato ascoltare queste parole che vi dico, e non avevate nessuno da cui ascoltarle. Vi saranno giorni in cui mi cercherete e non mi troverete.”
39. Gesù disse, “I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo.
Quanto a voi, siate furbi come serpenti e semplici come colombe.”
40. Gesù disse, “Una vite è stata piantata lontano dal Padre. Poiché non è robusta, sarà sradicata a morrà.”
41. Gesù disse, “Chiunque ha qualcosa in mano riceverà di più, e chiunque non ha nulla sarà privato anche del poco che ha.”
42. Gesù disse, “Siate come passanti.”
43. I suoi discepoli gli dissero, “Chi sei tu per dirci queste cose?”
“Non comprendete chi sono da quello che dico.
Invece, siete diventati come i Giudei, che amano l’albero ma odiano i frutti, o amano i frutti ma odiano l’albero.”
44. Gesù disse, “Chiunque bestemmia contro il Padre sarà perdonato, e chiunque bestemmia contro il figlio sarà perdonato, ma chiunque bestemmia contro lo spirito santo non sarà perdonato, né sulla terra né in cielo.”
45. Gesù disse, “L’uva non si coglie dai rovi, né i fichi dai cardi, poiché essi non danno frutti.
I buoni producono bene da quanto hanno accumulato; i cattivi producono male dalla degenerazione che hanno accumulato nei loro cuori, e dicono cose malvagie. Poiché dal traboccare del cuore producono il male.”
46. Gesù disse, “Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo.
Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il regno e diventerà più grande di Giovanni.”
47. Gesù disse, “Un uomo non può stare in sella a due cavalli o piegare due archi.
E uno schiavo non può servire due padroni, altrimenti lo schiavo onorerà l’uno e offenderà l’altro.
Nessuno beve vino stagionato e subito dopo vuole bere vino giovane. Il vino giovane non viene versato in otri nuovi, altrimenti si guasta.
Non si cuce un panno vecchio su un abito nuovo, perché si strapperebbe.”
48. Gesù disse, “Se due persone fanno pace in una stessa casa diranno alla montagna ‘Spostati!’ e quella si sposterà.”
49. Gesù disse, “Beati coloro che sono soli e scelti, perché troveranno il regno. Poiché da lì venite, e lì ritornerete.”
50. Gesù disse, “Se vi diranno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé, si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.’
Se vi diranno, ‘Siete voi?’ dite, ‘Siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Padre vivente.’
Se vi chiederanno, ‘Qual è la prova che il Padre è in voi?’ dite loro, ‘È il movimento e la quiete.’ “
51. I suoi discepoli gli dissero, “Quando riposeranno i morti, e quando verrà il nuovo mondo?”
Lui disse loro, “Quello che aspettate è venuto, ma non lo sapete.”
52. I discepoli gli dissero, “è utile o no la circoncisione?”
Lui disse loro, “Se fosse utile, il loro padre genererebbe figli già circoncisi dalla loro madre. Invece, la vera circoncisione nello spirito è diventata vantaggiosa da ogni punto di vista.”
54. Gesù disse, “Beato il povero, perché suo è il regno dei cieli.”
55. Gesù disse, “Chi non odierà suo padre e sua madre non potrà essere mio discepolo, e chi non odierà fratelli e sorelle, e porterà la croce come faccio io, non sarà degno di me.”
56. Gesù disse, “Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto una carcassa, e di chiunque ha scoperto una carcassa il mondo non è degno.”
57. Gesù disse, Il regno del Padre è come un uomo che ha dei semi. Il suo nemico di notte gli ha piantato erbacce fra i semi. L’uomo non ha voluto che i braccianti gli strappassero le erbacce, ma ha detto loro, ‘No, altrimenti per strappare le erbacce potreste finire per strappare anche il grano.’ Poiché il giorno del raccolto le erbacce saranno molte, e saranno strappate e bruciate.”
58. Gesù disse, “Beato l’uomo che si è impegnato e ha trovato la vita.”
59. Gesù disse, “Guardate colui che vive finché vivete, altrimenti potreste morire e poi cercare di scorgere colui che vive, e non ne sareste capaci.”
60. Vide un samaritano che portava un capretto e andava in Giudea. Disse ai suoi discepoli, “Quell’uomo […] del capretto.” Loro gli dissero, “Così che possa ucciderlo e mangiarlo.” Lui disse loro, “Non lo mangerà finché è vivo, ma solo dopo averlo ucciso e ridotto a cadavere.”
Loro risposero, “Non potrebbe fare altrimenti.”
Lui disse loro, “E così pure voi, cercatevi un posto per riposare, o potreste diventare cadaveri e venire mangiati.”
61. Gesù disse, “In due si adageranno su un divano; uno morirà, l’altro vivrà.”
Disse Salomè, “Chi sei tu signore? Sei salito sul mio divano e hai mangiato dalla mia tavola come se qualcuno ti avesse inviato.”
Gesù le disse, “Sono quello che viene da ciò che è integro. Mi sono state donate delle cose di mio Padre.”
“Sono tua discepola.”
“Per questa ragione io ti dico, se uno è integro verrà colmato di luce, ma se è diviso, sarà riempito di oscurità.”
62. Gesù disse, “Io rivelo i miei misteri a coloro che ne sono degni.
Che la vostra mano sinistra non sappia cosa fa la destra.”
63. Gesù disse, “C’era un ricco che aveva molto denaro. Disse, ‘Investirò questo denaro così che io possa seminare, mietere e riempire i miei magazzini con il raccolto, e che non mi manchi nulla.’ Queste erano le cose che pensava in cuor suo, ma quella stessa notte morì. Chi fra voi ha orecchie ascolti!”
64. Gesù disse, “Un uomo organizzò un ricevimento. Quando ebbe preparato la cena, mandò il suo servo a invitare gli ospiti. Il servo andò dal primo e gli disse, ‘Il padrone ti invita.’ E quegli disse, ‘Ci sono dei mercanti che mi devono dei soldi, e vengono da me stasera. Devo andare a dargli istruzioni. Lo prego di scusarmi ma non posso venire a cena.’ Il servo andò da un altro e disse, ‘Il padrone ti ha invitato.’ Quegli disse al servo, ‘Ho comprato una casa, e devo assentarmi per un giorno. Non avrò tempo per la cena.’ Il servo andò da un altro e gli disse, ‘Il padrone ti invita.’ Quegli disse al servo, ‘Un mio amico si sposa, e devo preparargli il banchetto. Non potrò venire. Lo prego di scusarmi se non posso venire.’ Il servo andò da un altro e gli disse, ‘Il padrone ti invita.’ Quegli disse al servo, ‘Ho comprato una proprietà, e sto andando a riscuotere l’affitto. Non potrò venire, Lo prego di scusarmi.’ Il servo ritornò e disse al padrone, ‘Quelli che avevi invitato a cena chiedono scusa ma non possono venire.’ Il padrone disse al servo, ‘Vai per la strada e porta a cena chiunque trovi.’
Acquirenti e mercanti non entreranno nei luoghi del Padre mio.”
65. Lui disse, Un […] uomo possedeva una vigna e l’aveva affittata a dei contadini, così che la lavorassero e gli cedessero il raccolto. Mandò il suo servo dai contadini per farsi consegnare il raccolto. Quelli lo afferrarono, lo picchiarono, e quasi l’uccisero. Poi il servo ritornò dal padrone. Il padrone disse, ‘Forse non li conosceva.’ Mandò un altro servo, e i contadini picchiarono anche quello. Quindi il padrone mandò suo figlio e disse, ‘Forse verso mio figlio mostreranno un qualche rispetto.’ Poiché i contadini sapevano che lui era l’erede della vigna, lo afferrarono e lo uccisero. Chi ha orecchie ascolti!”
66. Gesù disse, “Mostratemi la pietra scartata dai costruttori; quella è la chiave di volta.”
67. Gesù disse, “Quelli che sanno tutto, ma sono carenti dentro, mancano di tutto.”
68. Gesù disse, “Beati voi, quando sarete odiati e perseguitati;
e non resterà alcun luogo, dove sarete stati perseguitati.”
69. Gesù disse, “Beati quelli che sono stati perseguitati nei cuori: sono loro quelli che sono arrivati a conoscere veramente il Padre.
Beati coloro che sopportano la fame, così che lo stomaco del bisognoso possa essere riempito.”
70. Gesù disse, “Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà.”
71. Gesù disse, “Distruggerò questa casa, e nessuno sarà in grado di ricostruirla […].”
72. Un uomo gli disse, “Dì ai miei fratelli di dividere con me i loro averi.”
Lui disse all’uomo, “Signore, e chi mi ha nominato spartitore?”
Si girò verso i discepoli e disse, “Non sono uno spartitore, vero?”
73. Gesù disse, “Il raccolto è enorme ma i braccianti sono pochi, perciò pregate il mietitore di mandare i braccianti nei campi.”
74. Lui disse, “Signore, sono in molti attorno all’abbeveratoio, ma non c’è nulla nel pozzo.”
75. Gesù disse, “In molti si affollano davanti alla porta, ma sarà il solitario ad entrare nella camera nuziale.”
76. Gesù disse, “Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla.
Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta.”
77. Gesù disse, “Io sono la luce che è su tutte le cose. Io sono tutto: da me tutto proviene, e in me tutto si compie.
Tagliate un ciocco di legno; io sono lì.
Sollevate la pietra, e mi troverete.”
78. Gesù disse, “Perché siete venuti nella campagna? Per vedere una canna scossa dal vento? E per vedere un uomo vestito in abiti raffinati, come i capi e i potenti? Quelli sono vestiti in panni raffinati, e non sanno cogliere la verità.”
79. Una donna nella folla gli disse, “Fortunato il grembo che ti generò e il seno che ti nutrì.”
Lui le disse, “Fortunati coloro che hanno ascoltato la parola del Padre e l’hanno veramente conservata. Poiché vi saranno giorni in cui direte, ‘Fortunato il grembo che non ha concepito, e il seno che non ha allattato.”
80. Gesù disse, “Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo.”
81. Gesù disse, “Lasciate che chi è diventato ricco regni, e che chi ha il potere vi rinunci.”
82. Gesù disse, “Chi è vicino a me è vicino al fuoco, e chi è lontano da me è lontano dal regno.”
83. Gesù disse, “Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell’immagine della luce del Padre. Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce.”
84. Gesù disse, “Quando vedete ciò che vi somiglia siete contenti. Ma quando vedrete le immagini che nacquero prima di voi e che non muoiono né diventano visibili, quanto dovrete sopportare!”
85. Gesù disse, “Adamo è partito da un grande potere e una grande ricchezza, ma non era degno di voi. Perché se fosse stato degno, non avrebbe conosciuto la morte.”
86. Gesù disse, “Le volpi hanno tane e gli uccelli hanno nidi, ma gli esseri umani non hanno un posto dove stendersi e riposare.”
87. Gesù disse, “Quanto è misero il corpo che dipende da un corpo, e quanto è misera l’anima che dipende da entrambi.”
88. Gesù disse, “I messaggeri e i profeti verranno da voi e vi daranno ciò che vi appartiene. Voi, da parte vostra, date loro quello che avete, e dite a voi stessi, ‘Quando verranno a prendere quello che gli appartiene?'”
89. Gesù disse, “Perché sciacquate l’esterno della coppa? Non capite che quello che ha creato l’interno è anche quello che ha creato l’esterno?”
90. Gesù disse, “Venite a me, perché il mio giogo è confortevole e il mio dominio è gentile, e troverete la vostra pace.”
91. Gli dissero, “Dicci chi sei così che possiamo credere in te.”
Lui disse loro, “Voi esaminate l’aspetto di cielo e terra, ma non siete arrivati a comprendere colui che è di fronte a voi, e non sapete come interpretare il momento attuale.”
92. Gesù disse, “Cercate e troverete.
Nel passato, comunque, non vi ho rivelato le cose che allora mi chiedeste. Ora vorrei dirvele, ma voi non le chiedete più.”
93. “Non date le cose sacre ai cani, perché potrebbero gettarle sullo sterco. Non gettate perle ai porci, o potrebbero […].”
94. Gesù disse, “Colui che cerca troverà, e chi bussa entrerà.”
95. Gesù disse, “Se avete denaro, non prestatelo a interesse. Piuttosto, datelo a qualcuno da cui non lo riavrete.”
96. Gesù disse, “Il regno del Padre è come una donna. Prese un po’ di lievito, lo nascose nell’impasto, e ne fece grandi forme di pane. Chi ha orecchie ascolti!”
97. Gesù disse, “Il regno è come una donna che portava una giara piena di farina. Mentre camminava per una lunga strada, il manico della giara si ruppe e la farina le si sparse dietro sulla strada. Lei non lo sapeva; non si era accorta di nulla. Quando raggiunse la sua casa, posò la giara e scoprì che era vuota.”
98. Gesù disse, “Il regno del Padre è come una persona che voleva uccidere un potente. Prima di uscire di casa sfoderò la spada e la infilò nel muro per provare se il suo braccio riusciva a trapassarlo. Poi uccise il potente.”
99. I discepoli gli dissero, “I tuoi fratelli e tua madre sono qui fuori.”
Lui disse loro, “Quelli che fanno il volere del Padre mio sono i miei fratelli e mia madre. Sono quelli che entreranno nel regno di mio Padre.”
100. Mostrarono a Gesù una moneta d’oro e gli dissero, “Gli uomini dell’imperatore romano ci chiedono le tasse.”
Lui disse loro, “Date all’imperatore quello che è dell’imperatore, date a Dio quello che è di Dio, e date a me quel che è mio.”
101. “Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo, e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo. Poiché mia madre […], ma la mia vera madre mi ha dato la vita.”
102. Gesù disse, “Maledetti i Farisei! Sono come un cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame.”
103. Gesù disse, “Beati quelli che sanno da dove attaccheranno i ribelli. Possono organizzarsi, raccogliere le risorse imperiali, ed essere preparati prima che i ribelli arrivino.”
104. Dissero a Gesù, “Vieni, oggi preghiamo, e digiuniamo.”
Gesù disse, “Quale peccato ho commesso, o di quale impurità mi sono macchiato? Piuttosto, quando lo sposo lascia la camera nuziale, allora lasciate che la gente digiuni e preghi.”
105. Gesù disse, “Quando farete dei due uno diventerete figli di Adamo, e quando direte ‘Montagna, spostati!’ si sposterà.”
107. Gesù disse, “Il regno è come un pastore che aveva cento pecore. Una di loro, la più grande, si smarrì. Lui lasciò le altre novantanove e la cercò fino a trovarla. Dopo aver faticato tanto le disse, ‘Mi sei più cara tu di tutte le altre novantanove.'”
108. Gesù disse, “Chi berrà dalla mia bocca diventerà come me; io stesso diventerò quella persona, e tutte le cose nascoste gli si riveleranno.”
109. Gesù disse, “Il regno del Padre è come una persona che aveva un tesoro nascosto nel suo campo ma non lo sapeva. E quando morì lo lasciò a suo figlio. Il figlio non ne sapeva nulla neanche lui. Diventò proprietario del campo e lo vendette. L’acquirente andò ad arare, scoprì il tesoro, e cominciò a prestare denaro a interesse a chi gli pareva.”
110. Gesù disse, “Lasciate che chi ha trovato il mondo, ed è diventato ricco, rinunci al mondo.”
111. Gesù disse, “I cieli e la terra si apriranno al vostro cospetto, e chiunque è vivo per colui che vive non vedrà la morte.”
Non dice Gesù, “Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno?”
112. Gesù disse, “Maledetta la carne che dipende dall’anima. Maledetta l’anima che dipende dalla carne.”
113. I suoi discepoli gli chiesero, “Quando verrà il regno?”
“Non verrà cercandolo. Non si dirà ‘Guarda, è qui!’, oppure ‘Guarda, è lì!’ Piuttosto, il regno del Padre è sulla terra, e nessuno lo vede.”
Il Vangelo dell'infanzia di Tommaso, chiamato anche Vangelo dello pseudo-Tommaso, è uno dei Vangeli apocrifi, scritto in greco e in siriaco e databile alla seconda metà del II secolo.
Non va confuso con il Vangelo di Tommaso (chiamato anche Quinto Vangelo o Vangelo di Didimo Thoma), opera anch'essa apocrifa, prodotta probabilmente nel II secolo in ambiente gnostico.
L'opera consiste in una raccolta di miracoli compiuti da Gesù tra i 5 e i 12 anni di vita, con l'implicito intento di fornire indicazioni sulla sua infanzia altrimenti taciute dai 4 vangeli canonici.
Ne emerge il ritratto di un Gesù bambino capriccioso e vendicativo,
particolarmente incline a fare un uso tutto personale e spesso 'egoista'
dei propri poteri taumaturgici.
Al pari degli altri Apocrifi, generalmente non è accolto dagli studiosi come fidato testimone del Gesù storico, anche per il genere letterario favolistico-leggendario che contraddistingue la narrazione.
Nonostante la non-ufficialità che caratterizzò questo vangelo nella
Chiesa dei primi secoli, qualche elemento secondario è stato accolto a
livello artistico nella tradizione cristiana successiva.
Il testo si dichiara opera di Tommaso l'Israelita, cioè l'apostolo Tommaso.
Questo collocherebbe la stesura del testo entro il I secolo. Gli
studiosi tuttavia sono attualmente concordi nel ritenere tale
attribuzione pseudoepigrafa.
In alcuni loci traspaiono citazioni implicite di brani del vangelo secondo Luca e di Giovanni
suggerendo una datazione posteriore ad essi (cioè posteriore al I
secolo). La prima citazione del Vangelo dell'infanzia di Tommaso compare
nell'Adversus Haereses di Ireneo,
databile circa al 185. Questo, unitamente a motivi stilistici e
letterali intrinseci al testo, ha portato gli studiosi a ritenere come
possibile data redazionale la metà del II secolo, in seguito a un
periodo di trasmissione orale.
VANGELO DELL'INFANZIA DI TOMMASO
[1, 1]
Io, Tomaso israelita, ho ritenuto necessario fare conoscere a tutti i fratelli
venuti dal gentilesimo i fatti dell'infanzia e le gesta del Signore nostro Gesù compiute in questa nostra regione ove è nato. Il
principio è come segue.
[2, 1] Gesù e i passeri. All'età di
cinque anni questo ragazzo stava giocando sul greto di un torrente: raccoglieva
in fosse le acque che scorrevano e subito le rendeva limpide comandandole con
la sola sua parola. Impastando argilla molle, fece dodici passeri. Quando fece questo era un giorno di sabato. C'erano pure
tanti ragazzi che giocavano con lui.
[2] Un
ebreo vedendo quanto faceva Gesù giocando di sabato,
andò subito a riferirlo a suo padre Giuseppe: "Ecco, tuo figlio è al
ruscello; ha preso dell'argilla e ne ha formato dodici uccellini, profanando il
sabato".
[3]
Giuseppe, recatosi sul posto, vide e lo sgridò dicendo: "Perché di sabato
hai fatto queste cose che non è lecito fare?". Ma Gesù, battendo le mani, gridò
ai passeri dicendo loro: "Andate!". E i
passeri se ne volarono via cinguettando.
[4] A
questa vista, gli ebrei, presi da stupore, andarono a raccontare ai loro capi
quanto avevano visto fare da Gesù.
[3, 1] Gesù e il figlio di Anna. Ma il figlio dello scriba Anna se ne stava là con Giuseppe
e, preso un ramo di salice, faceva scorrere via le acque raccolte da Gesù.
[2]
Quando Gesù vide ciò che accadeva, sdegnato gli
disse: "O cattivo, empio, insensato! Che male ti
hanno fatto le fosse e le acque? Tu pure, ecco che ti seccherai come un albero;
non metterai n‚ foglie, n‚ radici, n‚ frutto".
[3]
Subito quel ragazzo si seccò tutto. Mentre Gesù partì e andò a casa di Giuseppe. I genitori del
(ragazzo) rimasto secco lo tolsero via, piangendo la sua tenera età; lo portarono
da Giuseppe e lo rimproveravano: "Perché hai un figlio che fa tali
cose?".
[4, 1] Gesù urtato da un ragazzo.
Dopo di ciò camminava per il villaggio, quando un ragazzo, correndo, andò a urtare contro la sua spalla. Gesù,
irritato, gli disse: "Non percorrerai tutta la tua strada!". E subito cadde morto.
[2] Ma
alcuni, vedendo ciò che accadeva, dissero: "Dov'è nato questo ragazzo, che
ogni sua parola è un fatto compiuto?". I genitori del morto, andati da
Giuseppe, lo biasimavano dicendo: "Tu che hai un simile ragazzo, non puoi
abitare nel villaggio con noi; a meno che tu gli insegni a benedire e a non
maledire. Egli, infatti, fa morire i nostri ragazzi".
[5, 1]
Giuseppe, chiamato il ragazzo in disparte, lo ammoniva dicendo: "Perché
fai tali cose? Costoro ne soffrono, ci odiano e perseguitano". Gesù rispose: "Io so che queste tue parole non sono
tue. Tuttavia starò zitto per te; ma quelli porteranno
la loro punizione". E subito gli accusatori
divennero ciechi.
[2]
Quanti videro questo, si spaventarono molto, restarono perplessi, e dicevano a
proposito di lui, che ogni parola che pronunciava, buona o cattiva che fosse,
era un fatto compiuto. E divenne una meraviglia.
Vedendo che Gesù aveva fatto una tale cosa, Giuseppe
si alzò, gli prese l'orecchio e glielo tirò forte. Il ragazzo allora si sdegnò
e gli disse: "A te basti cercare e non trovare! Veramente non hai agito in
modo sensato. Non sai che sono tuo? Non mi molestare!".
[6, 1] Gesù e il primo maestro. Un
precettore di nome Zaccheo, trovandosi da quelle parti, udì Gesù
che diceva queste parole a suo padre e si meravigliò grandemente che un ragazzo
parlasse in tal modo. E, pochi giorni dopo, si avvicinò a Giuseppe e gli disse:
"Tu hai un ragazzo saggio, dotato di intelligenza.
Su, affidalo a me, affinché impari le lettere. Con le
lettere, gli insegnerò ogni conoscenza, anche a salutare i vecchi e a riverirli
come gli antenati e i padri, e ad amare i suoi coetanei".
[2] E
gli disse con grande cura e chiarezza tutte le
lettere, dall'Alfa fino all'Omega. Ma, fissando lo
sguardo sul precettore Zaccheo, gli disse: "Tu che non sai la natura
dell'Alfa, come puoi insegnare agli altri la Beta? Ipocrita! Se
la sai, insegna prima l'Alfa, poi ti crederemo quanto alla Beta".
Incominciò poi a interrogare il maestro sulla prima
lettera, ma non gli seppe rispondere.
[3]
Alla presenza di molti, il ragazzo disse allora a Zaccheo: "Ascolta,
maestro, la disposizione della prima lettera, bada come abbia linee e tratti
mediani, vedi le comuni, le trasversali, le congiunte,
le ascendenti, le divergenti... Le linee dell'Alfa sono di tre segni: omogenei,
equilibrati, proporzionati".
[7, 1]
Quando il maestro udì il ragazzo esporre tante e tali allegorie sulla prima lettera,
restò sconcertato davanti alla profondità della
risposta e dell'insegnamento di lui, e disse ai presenti: "Povero me! Io
sfortunato, non so più che fare. Io stesso mi sono procurato la vergogna,
attirando a me questo ragazzo".
[2] Ripigliatelo, dunque, te ne prego, fratello Giuseppe. Non posso sopportare l'austerità del suo sguardo, non so proprio
spiegarmi il suo parlare. Questo ragazzo non è nato terrestre: può domare
persino il fuoco! Forse è nato prima della creazione
del mondo. Quale ventre l'ha portato e quale seno l'ha nutrito? Io non lo so.
Povero me, amico mio. Mi fa andare fuori senno. Non posso più tenere dietro
alla sua intelligenza. Mi sono ingannato: Me tre volte
infelice! Cercavo di avere un discepolo e ho scoperto che avevo un
maestro!
[3]
Penso alla mia vergogna, amici miei, poiché vecchio come sono, fui
superato da
un ragazzo. Non mi resta proprio altro che disperarmi e morire, a causa
di
questo ragazzo, perché in questo momento non posso guardarlo in faccia. E
quando tutti diranno che sono stato superato da un
ragazzino, che cosa potrò replicare? E che cosa potrò
dire in merito a quanto mi ha detto sulle linee della prima lettera? Non
so, amici, perché, di lui, non comprendo n‚ l'inizio n‚ la
fine.
[4] Ti
supplico, dunque, fratello Giuseppe, di ricondurlo a casa tua. Costui, infatti,
è qualcosa di Grande: o un dio o un angelo o non so cosa dire".
[8, 1] Siccome alcuni Ebrei davano consigli a Zaccheo, il
ragazzo rise grandemente, e disse: "Ora portino frutto le cose tue e
vedano i ciechi di cuore. Io sono venuto dall'alto per maledirli, e a chiamarli
alle cose dell'alto, come mi ha ordinato colui che mi
ha mandato a voi".
[2]
Quando il ragazzo cessò di parlare, tutti coloro che
erano caduti sotto la sua maledizione furono subito risanati. Da allora, più
nessuno osava provocarlo, per non essere da lui maledetto e rimanere cieco.
[9, 1] Gesù gioca sulla terrazza.
Alcuni giorni dopo, mentre Gesù giocava sulla
terrazza di un tetto, uno dei bambini che giocavano con
lui cadde dalla terrazza e morì.
[2]
Venuti i genitori del morto, l'accusavano di averlo gettato giù... Ma quelli lo maltrattavano. Gesù allora discese in fretta giù
dal tetto, si fermò vicino al cadavere del ragazzo e disse a gran voce:
"Zenone, Ä questo era il suo nome Ä alzati e dimmi: sono io che ti ho
gettato giù?". E subito, alzatosi, rispose: "No Signore, tu
non mi hai gettato giù, ma mi hai risuscitato". I
presenti rimasero attoniti, mentre i genitori del ragazzo glorificarono Dio per
il segno avvenuto, e adorarono Gesù.
[10, 1] Gesù e il giovane ferito. Pochi giorni dopo, un giovane stava spaccando legna nelle
vicinanze, quando gli cadde la scure e gli spaccò la pianta del piede; perdeva
molto sangue ed era sul punto di morire.
[2]
Essendo sorto un subbuglio e un accorrere di gente, corse là anche il
ragazzo Gesù. Si aprì di forza un passaggio attraverso la folla,
afferrò il piede del giovane colpito e subito fu risanato; e disse al
giovane:
"Ora alzati, spacca la legna e ricordati di me".
Alla
vista dell'accaduto, la folla adorò il ragazzo e disse: "In questo ragazzo
dimora veramente lo Spirito di Dio".
[11, 1] Gesù porta l'acqua nel
mantello. Quando aveva sei anni, sua madre gli diede
un'anfora e lo mandò ad attingere acqua e portarla a casa. Ma
urtò tra la folla e spezzò l'anfora.
[2] Gesù allora spiegò il mantello che aveva addosso, lo riempì
d'acqua e lo portò a sua madre.
[3]
Alla vista del segno che era avvenuto, la madre lo baciò e conservava dentro di
s‚ i misteri che gli vedeva compiere.
[12, 1] Gesù semina. Un'altra
volta, al tempo delle semine, il ragazzo uscì con suo padre a seminare il grano
nella terra. Mentre suo padre seminava, anche il
ragazzo Gesù seminò un chicco di grano.
[2]
Quando andarono a mietere e battere sull'aia, quel chicco fece cento cori;
chiamò allora sull'aia tutti i poveri del villaggio e
regalò loro del grano. Il resto del grano fu portato via da Giuseppe. Quando fece questo segno aveva otto anni.
[13, 1] Gesù aiuta il padre. Suo
padre era falegname, e, in quel tempo, faceva aratri e
gioghi. Una persona ricca gli ordinò di fare un letto. Ma una delle assi,
quella detta trasversale, era troppo corta e Giuseppe
non sapeva che fare.
[2] Il
ragazzo Gesù disse allora a suo padre Giuseppe:
"Metti per terra le due assi e pareggiale da una delle parti".
Giuseppe fece come gli aveva detto il ragazzo: Gesù
si pose dall'altra parte, afferrò l'asse più corta e la tirò a s‚ rendendola
uguale all'altra. A tale vista, suo padre Giuseppe rimase
stupito: abbracciò il ragazzo e lo baciò esclamando: "Me felice, perché
Dio mi ha dato questo ragazzo!".
[14, 1] Gesù e il secondo maestro. Ora, Giuseppe vedendo che il senno e l'età del ragazzo maturavano,
decise nuovamente che non dovesse restare ignorante delle lettere e, condottolo
da un altro maestro, glielo affidò.
[2] Il
maestro disse a Giuseppe: "Gli insegnerò prima le lettere greche e poi
quelle ebraiche". Il maestro, infatti, conosceva la bravura del ragazzo e
aveva paura di lui. Ciononostante scrisse l'alfabeto e si occupava a lungo di
lui con cura; ma lui non rispondeva.
[3] Gesù gli disse: "Se veramente sei un maestro e sai
bene le lettere, dimmi il valore dell'Alfa e io ti dirò quello della
Beta". Ma il maestro si sdegnò e lo picchiò sulla
testa: il ragazzo si sentì male e lo maledisse. Subito quello svenne e cadde
bocconi a terra.
[4] E
il ragazzo se ne tornò a casa da Giuseppe. Ma Giuseppe
ne fu rattristato e ordinò a sua madre: "Non lasciarlo uscire fuori della
porta, perché tutti quelli che lo irritano, muoiono".
[15, 1] Gesù e il terzo maestro. Di
lì a qualche tempo, un altro precettore che era amico intimo di Giuseppe, gli
disse: "Conduci il ragazzo alla mia scuola; forse con molta delicatezza mi
riuscirà di insegnargli le lettere". Giuseppe gli
rispose: "Se non hai alcuna paura, fratello, prendilo con te". E lo prese con timore grande e preoccupazione, ma il ragazzo
lo seguì volentieri.
[2]
Entrò deciso nella scuola, trovò un libro posto sul leggio: lo prese e non
lesse le lettere che c'erano, ma aprì la bocca e parlava nello Spirito Santo
insegnando la Legge a quelli che gli stavano attorno e l'ascoltavano. Accorse
una grande moltitudine e lo circondava ascoltandolo
meravigliata dalla grazia del suo insegnamento, e dalla prontezza delle sue
parole, per il fatto che, ragazzo com'era, parlasse in tal modo.
[3]
Saputolo, Giuseppe ebbe paura e corse alla scuola temendo che anche quel
precettore fosse inetto. Ma il precettore disse a
Giuseppe: "Sappi, fratello, che io ho ricevuto questo ragazzo come uno
scolaro, ma egli è pieno di grazia e di sapienza. Ed
ora ti supplico, fratello, di prenderlo a casa tua".
[4] All'udire questo, il ragazzo sorrise e gli disse:
"Siccome hai parlato rettamente e hai reso una giusta testimonianza, per
amore tuo, anche quello che è stato colpito, sarà risanato". E subito l'altro precettore fu risanato. E
Giuseppe prese il ragazzo e tornò a casa sua.
[16, 1] Gesù e Giacomo. Giuseppe
inviò poi suo figlio Giacomo a raccogliere legna e portarla a casa; e lo seguì
il ragazzo Gesù.
Ora
mentre Giacomo raccoglieva legna, una vipera gli morse la mano; dolorante, era
in procinto di morire, quando gli si accostò Gesù:
soffiò sulla morsicatura, e il dolore subito cessò. La vipera crepò, e Giacomo
fu guarito istantaneamente.
[17, 1] Gesù risuscita un bambino.
Dopo queste cose, nelle vicinanze di Giuseppe, un bambino cadde ammalato e
morì: sua madre piangeva disperata.
Sentito che c'era gran pianto e confusione, Gesù
corse presto: trovò il bambino morto, gli toccò il petto e disse: "Dico a
te, bambino, non morire, ma vivi e resta con tua madre". Subito alzò lo sguardo e sorrise.
Disse poi alla donna: "Prendilo, dagli il latte,
e ricordati di me".
[2] A
tale vista, la folla circostante rimase stupita, e disse: "Davvero! Questo
ragazzo è un Dio o un angelo di Dio, poiché ogni sua parola è un fatto
compiuto".
Gesù
poi uscì di lì e si mise a giocare con gli altri ragazzi.
[18, 1] Gesù risuscita un operaio. Dopo un certo tempo, si stava costruendo una casa, quando nacque un
tumulto; e Gesù, alzatosi, andò là. Vide un
uomo che giaceva morto, gli prese la mano e disse: "Dico
a te, uomo, alzati e fai il tuo lavoro". E
immediatamente s'alzò e l'adorò.
[2] A
questa vista, la folla si stupì e disse: "Questo ragazzo è del cielo! Poiché ha salvato molte anime dalla morte, e può salvarne
per tutta la vita".
[19, 1] Gesù nel tempio. Quando
ebbe dodici anni, i suoi genitori andavano, secondo l'usanza, a Gerusalemme per
la festa di Pasqua insieme alla loro carovana; e dopo la Pasqua se ne tornavano a casa.
Ma
quando loro ritornarono, il ragazzo Gesù tornò
indietro a Gerusalemme, mentre i suoi genitori pensavano che egli fosse nella
carovana.
[2]
Dopo avere percorso la strada di un giorno, lo ricercarono tra i loro parenti
e, non avendolo trovato, ne furono afflitti e tornarono di nuovo in città in
cerca di lui. Dopo tre giorni, lo ritrovarono nel tempio seduto in mezzo ai
dottori mentre li ascoltava e li interrogava. Tutti ascoltavano e si stupivano
che, ragazzo com'era, chiudesse la bocca agli anziani
e ai dottori del popolo, esponendo i punti principali della legge e le parabole
dei profeti.
[3] Sua madre Maria gli si accostò e gli disse: "Figlio,
perché ci hai fatto questo? Ecco che noi, addolorati, ti cercavamo". Gesù rispose loro: "Perché mi cercate? Non sapete che
devo essere nella casa di mio Padre?".
[4] Ma
gli scribi e i farisei le domandarono: "Tu sei la madre di questo
ragazzo?". "Lo sono", lei rispose. Le dissero allora:
"Beata tu tra le donne, poiché Dio ha benedetto il frutto del tuo seno.
Noi, infatti, non abbiamo mai visto n‚ udito una tale gloria, virtù e
sapienza".
[5] E Gesù, levatosi, seguì sua madre ed era sottomesso ai suoi
genitori. Ma sua madre custodiva tutti questi
avvenimenti. Gesù poi cresceva in sapienza, in
statura e grazia. A lui sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.